Io se fossi Bersani

pierluigi-bersani

Un post di frettolosa analisi politica. Si può provare ad essere anticonformisti quanto si vuole, ma quando gioca la Nazionale diventiamo un paese di Commissari Tecnici, allo stesso modo dopo le elezioni diventiamo (io compreso) un paese di Segretari del PD.

Premettiamo, se fossi Bersani non avrei le idee tanto chiare nemmeno io. E sicuramente, io se fossi Bersani, non sarei capace di tenere insieme il PD in questa fase. Ma sopratutto, io se fossi Bersani, avrei spento il sigaro in un occhio alla Lombardi mentre durante le consultazioni (che io se fossi Bersani reputerei una faccenda riservata a persone intelligenti) affermava con vocina saccente “noi non ci confrontiamo con le parti sociali, perchè le parti sociali siamo noi”.

Ma una cosa che proprio non mi va giù di Bersani è la traballante logica di certe sue strategie che sono sbagliate non tanto perchè portano a sviluppi che a me personalmente non piacciono, ma perchè partono dal presupposto che la risicata vittoria del centrosinistra alle politiche e la maggioranza assoluta nella Camera dei Deputati che ne è conseguita siano viste come una condanna e non come una opportunità da giocarsi fino in fondo.

 Io se fossi Bersani sarei sicuramente una frana come leader della coalizione, ma avrei la consapevolezza che al tavolo verde della legislatura ho poche carte da giocare, ma che, quelle carte se usate con perizia, ed assistite dalla fortuna, possono portare alla vittoria.

 Io se fossi Bersani mi renderei conto, come credo anche lui se ne renda conto, che la strada del governissimo con il PDL è impraticabile perchè porterebbe alla distruzione definitiva del PD (e Berlusconi, che sarà viveur ma sicuramente non è scemo, lo sa bene e non manca di caldeggiare con forza questa ipotesi) così come non è praticabile la strada di nuove elezioni a giugno con il centrodestra in testa nei sondaggi (realizzando così il paradosso greco di una destra responsabile dei disastri della crisi economica che torna al governo come salvifica compagine del rilancio del paese, dopo che la sinistra riformista aveva fallito la scommessa di governare la crisi abdicando al suo ruolo storico di essere portatrice di cambiamento).

Posso capire che non è una bella prospettiva quella di doversi confrontare alla pari con Vito Crimi e di fare convetion di maggioranza in mezzo a grillini che parlano di signoraggio e di scie chimiche, ma la ricerca dei voti del Movimento 5 Stelle, anche oggi, dopo un mese e passa di nò di Grillo e Casaleggio, è l’unica strada percorribile.

La strada è quella già tracciata dal voto dei Presidenti delle Camere: fare proposte che il Movimento 5 Stelle difficilmente potrà rifiutare, ma che rifiuterà per le strategie maggioritarie di Grillo e Casaleggio e che contribuiranno a spaccare il fronte dei grillini fino a, questa è la mia previsione, costringere la dirigenza M5S a cercare di salvare capra e cavoli, guidando lei stessa un dialogo privilegiato con il centrosinistra.

Io se fossi Bersani sarei andato da Napolitano e, con tutto il rispetto dovuto al capo dello stato, gli avrei detto – Caro Giorgino adesso non rompere i coglioni. Siamo stati un anno a farci sputare in faccia per il sostegno al Governo Monti che tu, anche stravolgendo il ruolo di garanzia della tua carica, hai sponsorizzato e voluto con ogni mezzo. Adesso mi dai l’incarico pieno e mi fai formare un governo puttana eva –

 Io se fossi Bersani avrei provato a fare quello che alcuni opinionisti hanno definito governo all star: una lista di 10/12 nomi nuovi, nettamente di centrosinistra, pescati dalla società civile (concetto che non vuol dire niente, ma bisogna andare a spiegarlo a Vito Crimi quindi..) o da alcune candidature di rinnovamento che, pur con parecchie difficoltà e resistenze il PD e SEL hanno portato avanti alle ultime elezioni. Avrei buttato alle ortiche le timidezze della carta di intenti e del programma di Italia Bene Comune ed avrei messo nell’agenda di governo la rinegoziazione con l’Europa del fiscal compact, la ridefinizione del patto di stabilità ecc..

 Io se fossi Bersani sarei andato alle Camere a chiedere la fiducia alle Camere con un governo ed un programma di questo tipo, poi ce li volevo vedere i grillini a votarmi contro ed a stare in parlamento come se niente fosse a blaterare di rimborsi spesa e di scontrini. E se mi avessero votato contro avrei probabilmente spaccato il Movimento 5 stelle e, forse, recuperato quella fetta di elettorato che alle ultime elezioni è caduto nell’area del populismo grillino od ha scelto di restare a casa.

Se io fossi Bersani avrei avuto contro di me le resistenze di una parte del mio partito a cui invece, il fiscal compact, il patto di stabilità ed il governissimo con il PDL piacciono tanto. Ma, se io fossi Bersani, avrei usato l’argomento che o si fa come ho detto od il PD chiude baracca e burattini. E credo che sarebbe stato un argomento forte.

Ultima nota: io se fossi Bersani penserei che è assurdo nominare alla presidenza della Camera un personaggio come Laura Boldrini silurando Franceschini, se poi come Presidente della Repubblica il primo nome che indico è nientepopodimenoche Franco Marini (facendolo peraltro anche silurare dai franchi tiratori interni). Io se fossi Bersani non avrei regalato una figura come quella di Rodotà al fascisteggiante populismo di Beppe Grillo, ma avrei provato a fare mia una candidatura come quella del costituzionalista calabrese presentandola come la più alta espressione del campo progressista italiano, che Bersani nonostante tutto legittimamente rappresenta.

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