Saving Private Mauro

Probabilmente quando passi la tua vita politica da alleata del PDL a confondere il garantismo con l’impunità del potente finisci con il compiere 50 anni con la scala dei valori un po’ sballata. Per questo non stupisce più di tanto il rifiuto di Rosy Mauro a dimettersi dalla cadrega di vice presidente del Senato.  Quello che stupisce è la rapidità con cui un partito del 10% che fino a qualche giorno fa co-governava il paese e che ancora oggi governa direttamente od in coalizione 4 regioni, svariate provincie, svariati comuni, a fronte di una inchiesta con prove delle ruberie dei suoi vertici ai danni delle casse del partito, in nemmeno una settimana di tempo, ritrovi la verginità delle origini cacciando malamente un facilmente identificabile caprio espiatorio. Facilmente identificabile perchè mai troppo ben vista dalla base dura e pura del movimento in quanto donna e pugliese terrona, dai quadri intermedi del partito per la sua ascesa dovuta all’amicizia con Bossi, dai media in generale, sia per la sua pretesa di qualificarsi leader di un sindacato inesistente con molte più bandiere che iscritti (ma per inciso anche la Polverini è nata politicamente gonfiando dati del tesseramento del suo sindacato del menga ed adesso è una stimata presidentessa di regione con beneplacito di destra e sinistra e la figura di “donna del popolo”) sia per la poco edificante kermesse parlamentare durante l’approvazione della legge Gelmini con cui è salita all’onore delle cronache nazionali.

Stupisce anche l’atteggiamento degli altri partiti, alleati od avversari che siano. Appoggiare il linciaggio mediatico anche al di fuori della Lega significa credere che alla finta operazione di pulizia interna di Maroni e compagni, che con qualche espulsione eccellente vogliono farci credere che il partito, marcio dalle fondamenta. è tornato ad essere credibile. L’attacco in Senato alla vicepresidenza della Mauro, seppur forse doveroso da un punto di vista etico, con tanto di richiesta di dimissioni firmata da tutti i gruppi parlamentari, Lega compresa, pare sicuramente eccessiva per la figura della “negra” padana nemmeno si trattasse di Ciccio Franco; sembra eccessiva perchè nel Parlamento Italiano, anche in tempi recenti, hanno seduto personaggi come Andreotti, Cossiga, Cosentino, Mannino, Pisanu ecc.. che forse si meritavano ben più della badante di Bossi le rare censure collegiali della classe poltica.

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