Troppa gente che scrive e poca che legge..

 

 

(nella foto la smentita del luogo comune che è sempre un peccato gettare via dei libri)

Nel mese di Febbraio il blog ha latitato. E non che non siano successe cose degne di nota.
Il governo Monti che sapevamo essere di destra, ma non pensavamo così di destra, il Partito Democratico che continua ad autoflagellarsi manco fosse una congrega di battenti, i giovani democratici in un congresso che a confronto il dibattito interno del Partito Baath di Saddam Hussein era più aperto, Rutelli che torna di moda in televisione, il marasma interno al PDL di Siena, Celentano che annoia per quaranta minuti, Belen che a guardarla troppo alla lunga annoia (ma nel breve periodo diverte).

E non dimentichiamoci il grande revival neofascista organizzato della Giornata del Ricordo o sul tema dei media l’allontamento del buon Alfondo Signorini da Mediaset od un Bruno Vespa in gran spolvero in puntate intere dedicate al rapporto sessuale bruscamente interrotto da Ivano e Sabrina Misseri.

Dicevo che ci sono stati temi degnissimi di essere sviscerati, ma servirebbe qualcuno meno pigro di me per analizzarli tutti. Meno pigro e meno riflessivo: sono sempre rimasto molto colpito dal costatare (e la blogosfera ne è un esempio lampante) che c’è molta più gente che scrive che gente che legge.

Quindi provando a riequilibrare il sistema, ecco alcuni consigli di lettura e visione per un po’ di sana passività culturale:

1) di Wu Ming e Vitaliano Ravagli Asce di guerra. La guerra partigiana ed una nuova prospettiva della storia d’italia e del senso della liberazione. Uno dei libri più potenti del collettivo bolognese. (da leggere gratuitamente qua)

2) di Wu Ming (ancora) Feticismo della merce digitale e sfruttamento nascosto: i casi Amazon e Apple sul blog del collettivo. Una bellissima analisi su come non esistano imprese “buone”.

3) di Enrico De Benedictis Criocentrazione che mi ricorda i bei tempi delle liste di cose da fare quando non piove più scritte su questo blog.

4) di Alessanro Bonino ( sì sì quello di Spinoza.it) Sempre cara mi fu quest’ernia al colon divertente raccolta di Fincipit. Cosa è un Fincipit? Si prende l’incipit di un’opera famosa, sia essa un romanzo, una poesia o una canzone. E proprio nel bel mezzo della sua solennità si inserisce una frase, un verso, un colpo di frusta comico che la porta inesorabilmente verso una conclusione brusca ed esilarante.

5) del Generale Giap La guerra e la politica raccolta italiana pubblicata nel 1974 in una antologia degli scritti dell’eroe della guerra del Vietman.

6) di Maurizio Lupi La prima politica è vivere  per raddrizzare la gamba del tavolino.

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