L’ennesima opinione sul naufragio della Costa Concordia

Premessa: la genesi di questo post ha due fattori scatenanti. La visione in questo momento de La Seconda Guerra civile Americana ed in sottofondo la televisione che trasmette Rai2 con una voce che pare quella di Mara Venier che ragiona di biscaccine e di tecniche di virata.

A voler fare i cinici la tragica vicenda della Costa Concordia schiantata contro uno scoglio dell’Isola del Giglio sembra essere capitata a fagiolo per evidenziare (come se ce ne fosse bisogno) il pressappochismo, la grettezza culturale e la scarsa professionalità della stampa italiana.

Pensavo di scrivere un resoconto lunghissimo sulla vicenda elencando tutte le boiate trasmesse dalle tv generaliste e scritte sui giornali sul naufragio del Giglio, ma l’elenco sarebbe stato non solo verboso e troppo lungo per lo stile del blog, ma soprattutto non sarebbe stato completo visto che della vicenda se ne parla oramai 24 su 24. Quindi cerchiamo di procedere per temi, anzichè per autori.

Il primo protagonista, il nuovo personaggio che emerge dalla vicenda è talmente una collezione vivente di simboli che Umberto Eco credo si stia ancora masturbando: il comandante Schettino spaccone nella sua divisa sbottonata fino al quarto bottone, cordardo di fronte al pericolo, napoletano sia nella definizione di figlio di una tradizione marinaresca che non finisce mai, sia nella definizione di un Pulcinella preda degli impulsi dell’alcool (le foto in cui si versa del vino al ristorante) e degli impulsi della carne (vedi sotto).  Tra l’altro con quel cognome “Schettino” che ispira scherno, derisione: ricorda il nome dialettale di una pippa venuta male (mi sono fatto una schettina sotto la doccia) o di un pezzo di scarto nella bottega del falegname (butta via quello schettino e passami la pialla).

Su tutto quello che è emerso su Schettino vince la palma del servizio più vergognoso il TG5 che il 17 Gennaio imbastisce un servizio (attualmente introvabile su youtube) sull’analisi lombrosiana della faccia del comandante. Come se Minun con quella faccia potesse citare Lombroso.

Secondo posto a pari merito va a La Repubblica ed a Marco Travaglio: il giornale di Ezio Mauro riempe la sua sezione multimediale con video di Schettino che mangia, video di Schettino che beve, video di Schettino a 16 anni, video di Schettino che sposa una coppia in nave, video di Schettino che, maleducatamente si scaccola. Il secondo invece non resiste nel fare il paragone fra il comandante e Berslusconi e, pensando di fare una cosa intelligente, copia il peggior filone del telegionarnalismo da calza turchese di fediana e feltriana memoria. Citazione speciale per il “sostituto Belpietro di Ballarò”, il direttore de Il Tempo Mario Sechi che non manca di scandalizzarsi sugli arresti domiciliari concessi a Scettino invocando galera e pane ed acqua per riflettere. Il garantismo invocato per altri in questo caso non è scomodato.

Passando poi all’eroe positivo (involontario) della storia troviamo il comandante De Falco, quello che grida al telefono “vadaabbordocazzo” e sembra che quel “cazzo” sia la prima volta che lo dice. Uomo d’ordine che a vederlo ispira più fiducia di Capitan Findus, ha una voce profonda e bella da doppiatore di soap. L’uomo di mare che dal balcone guarda le onde infrangersi sul molo, lo schivo e riservato che marinaio capace di gesti di grande umanità (vedersi su questo tema Bud Spencer in Buldozer). Qua tutti hanno avuto modo di dimostrare la loro grettezza osannando la neonata star come Snooky del Jersey Shore.

Porta spaventosamente male avere una donna a bordo dice Mastro Gibbs a Jack Sparrow nella Maledizione della Prima Luna. L’ex dipendente di Costa Crociere Domnica Cermontan ha scatenato tutte le pulsioni sessiste represse nelle redazioni di giornali e tv: non fanno eccezioni giornali progressisti (o presunti tali) come L’Unità del bravo Paolo Sardo che alla notizia che “Schettino mangiava con una donna” ha immediatamente pubblicato sul proprio spazio web una galleria sulla “moldava misteriosa”.

“Moldava sta per zoccola” è l’ovvia sintesi dei titoli di molti giornali della settimana scorsa. Sull’argomento segnalo il post di jumpysharks che ci mostra in maniera efficace gli effetti che certa stampa può avere nell’opinione pubblica. Come dice il titolo del post “Non siamo noi razzisti e sessisti, è lei che è moldava”

Non hanno trovato molto spazio altre domande, a mio giudizio forse più serie:

1) Perchè Schettino dall’impatto alle 22:58 ha parlato dell’incidente esclusivamente con l’unità di crisi della Costa Crociere negando ad altri di avere problemi? La Costa Crociere ha suggerito a Schettino di aspettare prima di chiedere aiuti ufficiali? Se non ha suggerito a Schettino di aspettare, come mai l’unità di crisi non ha chiesto lei gli aiuti per una nave che sapeva stava affondando?

2) La Costa Concordia non ha sbattuto contro un iceberg in mezzo all’Atlantico: ha sbattuto contro uno scoglio all’Isola del Giglio. Perchè l’equipaggio e la nave non sono stati capaci di garantire la sicurezza dei passeggeri in una situazione “da manuale” se si sono fatte prove per l’evacuazione della nave in caso di collisione?

3) Le manovre vicinissime alla costa non sembrano essere un vizio di Schettino. Sembrano essere nella norma di crociere come queste dove “l’inchino” è chiesto dagli armatori stessi.

Se questa manovra è pericolosa come mai veniva fatta così spesso? Se questa manovra è pericola è possibile che la Guardia Costiera non se ne sia mai accorta o se se n’è accorta perchè l’ha tollerata? Invece di intervistare il vicesindaco dell’ Isola del Giglio per essere salito sulla nave per i soccorsi, perchè non si chiede anche al comune gigliese ed alla provincia di Grosseto ed alla regione Toscana come mai non era stata segnalata la pericolosità di queste manovre?

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4 thoughts on “L’ennesima opinione sul naufragio della Costa Concordia

  1. Io adotterei lo “Schettino” come sinonimo per ‘stratagemma di un certo tipo’, l’arma cioè di distrazione di massa. La guerra in Libia è finita da un pezzo – quella ufficiale, il dopoguerra non interessa a nessuno – la guerra contro l’Iran è un film che stenta a trovare una distribuzione all’altezza, l’ultimo calcioscommesse è durato quanto la scoreggia di una farfalla – scusami la finezza – e quindi: di fronte a una crisi imperante, alle misure adottate per tentare di arginarla – che non si sa se e quanto potranno essere sufficienti – al fatto che le categorie sociali e produttive, in mancanza di risposte certe sul futuro stiano scendendo in strada armate di tutto quello che capita. Ebbene, la gente, che potrebbe essere indotta a pensare troppo, come la distrai?

  2. Una nave, un comandante in disgrazia, l’eroe di turno e la donna misteriosa. Un classico del genere.

    Anche se una volta devo dire erano più fini e per distrarre l’opinione pubblica si inventavano quei bellissimi reportage sui “pitbull assassini”

  3. Però i reportage come quello che citi tu, o le notizie del TG1 sui cappottini per cani o sulla sagra della polenta con carciofi della Valsassina, hanno il difetto, per quanto numerose e pervasive di distrarre poco: il tempo di un ascolto più o meno distratto, di una risata e di un commento e via.
    Vuoi mettere il feuilleton della ‘Concordia’ con tutti i cliché e l’indotto che si porta dietro? Analisi pseudosociologiche sui protagonisti e le loro caratteristiche da immaginario formatosi sulle fiction televisive; interviste a mamme, babbi e financo gatti e compaesani, pronti al classico ‘io che lo conosco fin da quando…’; esperti da brunovespa con tanto di grafici e inevitabili digressioni freudiane, per la gioia dei teleAspettatori in perenne attesa di delucidazioni. E la satira, i video sul ‘tubo’ con la telefonata fra l’integerrimo marittimo con turpiloquio che piace alle nonne e il prode capitano che, per citarti, nei film di Bud Spencer farebbe la parte di quello che finisce in mutande nella rete assieme ai merluzzi. E Zelig, i giochi di parole, le interviste per la strada, i blogger che dicono a volte cose intelligenti (qui e ora) e a volte prendono la strada manca solo per affrancarsi dal gregge dei conformisti, solo per entrare a far parte del gregge opposto e speculare degli anticonformisti di riporto.
    Dammi retta, la distrazione di massa non si improvvisa. Quest’anno manca, a quanto pare, perfino la solita banale schifosa inutile influenza di stagione. Il picco di allettati a cui consigliare di prendere gli antibiotici solo il terzo giorno, se non passa senza, non si è ancora fatto vivo. Di aviaria o suina, almeno per i prossimi tre-quattro anni, dovremo fare a meno, dopo la figura da buoi di due anni fa. Dunque…

    Scusami tanto per lo sfogo – per me – e la tirata pallosa – per te. Ma l’occasione di confrontarsi in maniera intelligente non è che sia poi così frequente, qui sul web.

    Ciao.

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