Regali

Cerchiamo di inquadrare correttamente la faccenda: l’Italia del boom economico, dei sorrisi in lambretta, delle gonne svolazzanti, della serenità dei bar sotto i loggioni e delle innocenti scaramucce Peppone/Don Camillo probabilmente non è mai esistita. Il periodo dell’unione nazionale pur nelle contrapposizioni ideologiche è un mito bello e buono non meno romantico e non meno inventato di Capitan America o del Grande Cocomero.

Cerchiamo di circoscrivere meglio: i carabinieri stupidi ma generosi, ligi al dovere ma con un occhio di riguardo per il cittadino, il carabiniere in bicicletta con la mantellina ed il cappello a falde larghe con il pennacchio è più che una proiezione dalla realtà un costrutto ideologico.

C’è una produzione ideologica sterminata che da le basi a tutto questo: dalle sopracitate barzellette (con sottinteso che l’italiano povero ed ignorante ma scaltro non solo lo mette in saccoccia all’inglese ed al francese con cui è in competizione, ma potenzialmente fregherebbe anche il tutore della legge se solo una barzelletta li facesse confrontare) alla mitologia di guerra e dopoguerra (Salvo D’Aquisto, i carabinieri fucilati alle ardeatine ecc..) passando da 50 anni di filmografia.

Dal lato opposto un autore non certo sovversivo come Carlo Collodi forse ci azzecca nel renderci in Le avventure di Pinocchio l’azzeccatissima raffigurazione della giustizia arbitraria del carabiniere che arresta senza motivo il povero Geppetto che “non avendo parole lì per lì per difendersi, piangeva come un vitellino”.  (per approfondire leggere qua)

I carabinieri sono un paradosso tutto italiano. Ho cercato in giro ma credo che non ci sia altro paese occidentale che delega a personale militare compiti di polizia interna fino al controllo autostradale. Militari ed ordine pubblico non sono un bel connubio ed anzichè sorridere di fronte al folklore dell’ex ministro Ignazio Benito Maria La Russa (Fiorello quanti danni fai con le tue imitazioni ndr) bisognerebbe indignarsi di fronte agli autoblindo parcheggiati minacciosi in Piazza Grande a Bologna.

Militari ed ordine pubblico, postazione perfetta per la strategia della tensione, con il comandante in capo Giovanni De Lorenzo simpatico pianificatore di colpi di stato, poi beccato (Togliatti che sostanzialmente dice al capo dello stato Segni “un ce provà”) quindi promosso Capo di Stato Maggiore per poi concludere la carriera alla Camera dei Deputati fra le file dei monarchici.

Quindi per concludere, no zia, non credo che attaccherò in casa il calendario storico dei carabinieri che mi hai regalato questo natale.

 

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