Beppe Grillo e le liste civiche con il fez

Il Movimento 5 stelle è tendenzialmente fascista. Buttare a mare le categorie della politica e sopratutto rinunciare a costruirsi un retroterra culturale (ideologia qualcuno lo chiama) necessario per definire i paletti e gli orizzonti del proprio agire politico lascia spazio alla tendenza al fascismo di cui sopra. 

E’ il rischio di questo movimento, da una parte personalistico, dall’altra talmente eterogeneo nella propria composizione (leggersi i programmi dei vari movimenti alle ultime elezioni amministrative) che ha come unico collante la richiesta di una generica e non meglio identificata “pulizia”. 

Pulizia dalla corruzione, pulizia dalle malversazioni, ma anche pulizia verso quelle parti della società considerate “intrisecamente” criminogene. Nell’articolo del Movimento 5 stelle di Torino copiato ed incollato qua sottoil sasso viene lanciato contro i rom di Continassa, ma domani potrebbe essere lanciato contro i tossicodipendenti, contro le prostitute nigeriane, contro i cinesi o contro i giovani schiamazzatori.

Di parole sui rom se ne sono fatte già troppe; io vorrei solo puntualizzare qualche fatto.

Il primo riguarda il luogo del rogo, che non era un campo nomadi ma un misero accampamento clandestino di baracche, dentro le rovine della splendida e derelitta cascina Continassa, di proprietà del Comune ma futura sede della Juventus. Ci eravamo andati in sopralluogo circa due mesi fa (le foto in questo post sono di allora) e avevamo trovato soprattutto miseria, topi di mezzo metro e condizioni disumane.

Si erano allora presentati anche un paio di abitanti del quartiere, che avevano lamentato soprattutto il fumo tossico che arrivava dentro le case delle Vallette, a causa dei roghi per estrarre il rame dai cavi rubati. Pochi mesi fa, proprio in quell’accampamento la polizia aveva arrestato sedici persone per questo reato.

Il secondo fatto è questo: gran parte della città odia i rom. Li odiano non solo un po’ di beceri leghisti, ma, sempre più, anche la classe media e gli stessi elettori di Fassino. Li odiano perché hanno la sensazione che agli zingari tutto sia permesso: sporcare, rubare, sfruttare i bambini, minacciare per ottenere dei soldi. E soprattutto, li odiano perché da vent’anni, ogni volta che pongono alle istituzioni il problema non “dei rom”ma “di quel rom che ruba il rame e intossica il quartiere”, gli amministratori di questa città rispondono che sono dei razzisti e devono stare zitti – e non affrontano il problema.

Vedi l’agghiacciante intervista di Chiamparino: caro Chiampa, al signore che si lamenta di Porta Palazzo“ostaggio dei marocchini e dei neri”, magari perché è stato scippato o minacciato con un coltello sotto casa sua, non bisogna dare del razzista e poi lasciarlo lì tornandosene nel proprio elegante appartamento di piazza Vittorio. Bisogna mandare la polizia a dimostrare che la legge vale anche per i non italiani, e allo stesso tempo bisogna mostrare che esistono anche degli esempi di integrazione positiva. Chiamparino ha governato per dieci anni e non è stato capace di fare né l’una né l’altra cosa… e ancora parla.

Per combattere l’odio bisogna riportare la discussione sui fatti e sulle responsabilità personali. La città è invece piena di fantasiose leggende metropolitane: persino quella che gli zingari sono protetti perché sarebbe zingara la moglie di Novelli e pure quella di Chiamparino. Io vorrei cominciare a mettere sul tavolo dei fatti: quanto spende la città per i nomadi? E’ vero che ricevono dei sussidi? E’ vero che non pagano le bollette? E’ vero che sono favoriti per le case popolari? Il tasso di criminalità tra i rom è più alto della media? Se avete altre domande sui rom che vi siete sempre posti, mandatecele: le porremo all’amministrazione, e poi potremo cominciare a ragionare sui fatti.

link diretto qua

Premetto che l’ingenuità nella politica è sempre una colpa. Se all’alba di un atto di violenza non riesci a trattenerti dallo scrivere un articolo (peraltro abbastanza privo di contenuti) che in qualche modo giustifica quella violenza, non puoi non considerarti parte in causa.

A parte la premessa, però è evidente la matrice culturale: dividere la società in buoni cittadini borghesi ed in cattivi cittadini. I cattivi restano cattivi, i buoni borghesi a volte perdono le staffe, ma per esasperazione, mai per propensione alla violenza; quella è una merce esclusiva dell’altro gruppo. E’ seguendo questa linea di pensiero che l’articolo arriva a chiedersi dell’opportunità delle politiche sociali per la comunità rom: leggende metropolitane e paradossi (pagare la bolletta di un edificio occupato abusivamente), contare spiccioli sulla vita delle persone ed alimentare guerre fra poveri.

In una parola il Movimento 5 stelle è oggi l’espressione più nitida di quel sovversivismo piccolo – borghese che costituì il nerbo del primo fascismo. L’espressione di una parte della società che si mobilita (non è importante la violenza della mobilitazione, manganelli ed olio di ricino, un click su beppegrillo.it od una fiaccolata contro i rom) perchè spaventata dall’ascesa o dalla stessa presenza di un’altra parte di società che riconosce garantita, ma estranea, non tanto alle regole dello stato, quanto alle regole del proprio comune sentire.

Anche gli sputazzi sulla platea di Beppe Grillo possono generare mostri.

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2 thoughts on “Beppe Grillo e le liste civiche con il fez

  1. Quando le (poche) buone idee finiscono in vecchiaia, quello che rimane è: prendersela con il diverso. Il ‘diversamente civile’, per intendersi.
    Oriana Fallaci ha scelto come bersaglio gli islamici. Grillo i Rom.
    Per l’una e per l’altro lo stesso obiettivo fondamentale: proporsi come difensore del ‘vivere civile’, nel senso della mediocre e ignorante borghesia di casa nostra, già cantata a dovere da Claudio Lolli.
    I libri della Fallaci non erano fatti per essere letti, come il Mein Kampf del resto, ma solo per essere sfogliati distrattamente, e in questo sfogliare i neuroni non avrebbero avuto nessuna utilità: i pochi concetti elementari espressi dai libri in questione si sarebbero fatti strada in maniera del tutto irrazionale.
    Stessa cosa per Grillo. I ‘vaffanculo’ sparati a 360° hanno, per chi sia sprovvisto di un cervello minimamente funzionante, lo stesso effetto dell’ipnosi. Non c’è raziocinio che possa chiedersi quali misure, per dire, contro la crisi, per l’occupazione, per controriformare i disastri del governo Berlusconi, per la scuola, Grillo e i suoi intendano proporre, mettere eventualmente in atto.
    La violenza delle parole e delle invettive fini a se stesse, per la Fallaci come per Grillo, sono il marchio di fabbrica e l’unica caratteristica spendibile, l’inconfondibile cifra stilistica che ne fa e ne ha fatto quello che sono, nell’immaginario collettivo. Ma al di là di questo, il niente.

    Il tempo sta facendo in qualche maniera giustizia della vacuità dell’opera della Fallaci: farà lo stesso con Beppe e il suo movimento di aria fritta.

  2. speriamo che il tempo faccia giustizia.

    io per adesso non posso non notare la pericolosità di certa politica perchè riesce a veicolare cattivi messaggi anche in parti della società dove prima determinate analisi non attecchivano

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