Disinformazione sul Porcellum

E’ molto divertente ascoltare Angelino Alfano (Angelino, sarà sempre giovane fino a quando lo chiameranno Angelino, un eterno rampollo, un po’ come Flachi quando faceva la giovane promessa della Fiorentina a 26 anni) mentre parla di legge elettorale.

Dopo l’ondata di firme che ha travolto gli organizzatori del referendum anti porcellum , Angelino, affrettato ad improntare una strategia parlamentare per scongiurare le urne, ha dichiarato che la stella polare della nuova legge elettorale dovrà essere il mantenimento del bipolarismo e della scelta diretta del premier da parte dell’elettorato.

Sul bipolarismo il discorso è più politico: questo parlamento, frutto di una campagna elettorale in cui Berlusconi ha giocato da solo senza avversari, e di una legge elettorale fortemente bipolare, è adesso alla merce dei 3 voti della Sudtirolvolkspartei o dei simpaticoni dei Responsabili o della parte sveglia del cervello di Bossi. E se nonostante una legge elettorale fortemente bipolare la maggioranza parlamentare e quindi il destino del paese è affidata a movimenti rappresentativi come una bocciofila che me ne faccio del bipolarismo? Anche nella prima repubblica i micropartiti ricattavano, ma almeno era l’elettorato a scegliere chi poteva andare in parlamento a vendersi e chi no.

Discorso diverso sull’elezione diretta del premier: gli spettatori abituali del TG1 si stropiccieranno gli occhi a leggerlo ma IN ITALIA ATTUALMENTE NON C’E’ L’ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DEL GOVERNO. Lo dice la legge elettorale e la costituzione. Il corpo elettorale, checchè ne dica Minzolini, elegge il parlamento non il capo del governo. Le coalizioni non indicano un candidato premier ma, in virtù della legge elettorale, indicano un capo della coalizione, che poi probabilmente farà il presidente del consiglio, ma che non è eletto dal popolo, ma piuttosto nominato dal capo dello stato.

Facciamo un esempio semplice: se si andasse a votare adesso secondo i sondaggi il centrosinistra avrebbe la maggioranza relativa dei voti (e quindi la maggioranza assoluta dei seggi alla camera dei deputati) ma, sempre in virtù del porcellum, la coalizione PD-IDV-SEL e varie non avrebbe la maggioranza al Senato essendo decisiva la presenza del cosidetto Terzo Polo.
Ergo in virtù della situazione parlamentare sarebbe arduo che il “capo della coalizione” che ha ottenuto la maggioranza relativa possa sedere a Palazzo Chigi, visto la maggioranza dipenderà da un accordo fra due delle tre coalizioni maggiori.

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