Le ragioni di Obama

 

 

di Alexander Stille

 

Vorrei fare un piccolo chiarimento rispetto al mio ultimo post. Non ho cambiato idea sulla mancata politica economica di Obama, rimane un grosso problema e rende molto possibile la sua sconfitta l’anno prossimo. Ma ci tengo a chiarire che non intendevo fare una condanna definitiva del nostro presidente. Intendiamoci, Obama è da preferire  di gran lunga a tutti i candidati repubblicani in questo momento. Rappresenta un miglioramento assoluto rispetto al suo predecessore,  che ha lasciato veri e propri disastri sui due fronti principali: una catastrofe economica e due brutte guerre, una del tutto ingiustificata.

Obama ha ereditato una posizione difficilissima: un’economia in caduta libera, la prospettiva di una depressione mondiale davvero paurosa e  ha ristabilito un certo equilibrio. Ha ereditato un debito pubblico  enorme che ha limitato in qualche modo la sua capacità di stimolare l’economia. E molte delle riforme che avrebbe voluto fare — riforma sanitaria, riforma bancaria, riforma fiscale (eliminando molti privilegi dei ricchi) — avrebbero incontrato (o hanno incontrato) una resistenza micidiale da parte di interessi molto, molto forti se affrontate con vero impegno. Le mezze misure di Obama sono meglio di niente.

In politica estera Obama, con la sua maggior attenzione alla  diplomazia e il maggior rispetto per altri paesi — rappresenta un  grande salto di qualità rispetto alla politica aggressiva e  unilaterale di Bush. Si possono criticare alcuni singoli fatti,  elementi di continuità con Bush, ma rimane il fatto che gli USA stiano  ritirando le truppe sia dall’Iraq sia dal Afghanistan. È stato un po’  lento a prendere delle posizioni chiare in Egitto come in Libia, ma  alla fine ha preso le posizioni giuste. La vittoria recente dei  ribelli libici è un risultato importante. Molti hanno criticato  l’intervento “leggero” degli Usa e dei loro alleati (niente truppe).  Ma ha funzionato, e alla fine è molto meglio che a Tripoli siano  entrate le truppe ribelli, piuttosto che quelle americane. Gli insorti  hanno dovuto guadagnare la loro vittoria. Hanno dovuto imparare ad  organizzarsi meglio. Hanno molta più fiducia di quanto avrebbe un  esercito capeggiato da truppe straniere.

Nel giornalismo, siamo più bravi a mettere il dito nella piaga che a riconoscere i fatti positivi che a volte succedono. La caduta di Ghedafi è una grande conquista per il popolo libico e i poteri stranieri, per una volta, hanno aiutato non a mantenere un dittatore  ma a farlo cadere.

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One thought on “Le ragioni di Obama

  1. Grazie, signor Stille, per questo chiarimento. Noi lettori facciamo sempre un po’ fatica a dare ai fatti denunciati dai giornalisti le giuste proporzioni, e perciò per noi è difficile fare i necessari confronti tra un fatto e l’altro e stabilire le giuste conclusioni.
    A me è di conforto poter affermare il presidente Obama, al di là dei suoi insuccessi più o meno inevitabili, ha rappresentato un notevole progresso nella politica degli Stati Uniti rispetto a quella del suo predecessore. Vorrei che questo ci desse motivo di sperare qualcosa di meglio anche per il futuro della nostra Italia.

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