Igiene intima ed aperitivi analcolici

Un post da inserire nella categoria delle grandi domande dell’umanità. Ovviamente è necessaria una lunghissima premessa; avete presente quei bar di campagna tipicamente toscani che sorgono sul ciglio di un incrocio trafficatissimo da pendolari e autotrasportatori, con il cartellone della Cinzano fuori alla porta e l’indicazione della presenza di un telefono pubblico. Quei bar in cui se hai fortuna trovi un prosciutto buonissimo, come non l’hai mai mangiato, ma se prendi il giorno dopo ancora una volta il panino con il prosciutto, trovi un salume estremamente stantio e così avanti per mesi. Quei bar insomma dove la qualità, del caffè, dei primi espressi, delle acciughe sotto pesto, del prosciutto appunto, è un fatto di puro e semplice culo.

La strada che incrocia il bar in questione da qualche tempo da qualche tempo è frequentata da decine di prostitute nigeriane che, poverette, svolgono il loro lavoro nei pomeriggi a beneficio di pensionati ancora sessualmente attivi, di manovali stanchi e camionisti appassionati. Chi organizza questo giro è senza dubbio un criminale, ma non gli si può negare una certa inventiva: le prostitute sono disposte nella strada come i chioschi degli hot dog all’entrata dello stadio: all’inizio dell’entrata trovi il chiosco con il panino più cattivo e più costoso, quello alla fine invece compensa la sua infelice posizione offrendo un hot dog buonissimo a prezzi stracciati. Naturalmente anche le prostitute sono disposte secondo questo criterio: all’inizio trovi ragazze abbastanza in carne ed avanti con gli anni, alla fine delle veneri nere, che a volte ti fanno fare anche un pensierino sull’opportunità o meno di finanziare quel giro criminale.

Tutto questo per dire che, all’altezza del bar di cui sopra, staziona la prostituta più imguardabile della zona: molto grassa e circa cinquantenne. Su questa povera donna circolano alcune voci che inizialmente ho bollato come leggende di campagna, ma che poi ho potuto verificare di persona.

La signora infatti ogni sera alle 19 concluso il suo lavoro entra nel bar e fa una strana ordinazione: due crodini da versare dentro un bicchiere di plastica da o,4. Con la bevanda analcolica in mano si avvia verso il bagno, chiude la porta e riappare dopo 10 minuti, getta il bicchiere e, fra lo stupore generale se ne va, lasciando naturalmente campo libero alle ipotesi più svariate. E tutte le soluzioni proposte sembrano inverosimili.

Fra tutte dopo una discussione di ore a colpi di retorica, esperienze nel settore degli aperitivi ed amari del capo, siamo arrivati a limitare il campo a 3 ipotesi di massima sul comportamento della signora.

1) Va in bagno normalmente e beve il crodino e siamo noi stronzi a pensare male.

2) Usa il crodino come sapone intimo. Perchè? Perchè l’acqua viene venduta solamente a bottiglie da un litro, ed il crodino è l’altra bevanda non appiccicosa al prezzo più basso

3) Usa il crodino come profumo sempre intimo, perchè ha un cliente fisso particolare tutti i giorni dopo il lavoro a cui piace la vagina profumata, e lei poveretta non può permettersi il deodorante.

 

 

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