Non era Facebook. Era lo zio.

 

 

Insomma è andata. Non era colpa di facebook. Non c’entrava assolutamente nulla che la povera ragazzina morta ammazzata e poi gettata in un pozzo avesse due/tre profili facebook o che avesse conosciuto su internet un tizio di Palermo o due di Genova. Non ha trovato il proprio stupratore su internet perchè chatta troppo, perchè era troppo esposta al contatto con sconosciuti, come Studio Aperto ed i programmi della mattina del servizio pubblico non hanno mai scordato di ricordare. Non è stata nemmeno colpa del multiculturalismo come molto intelligentemente qualche settimana fa tuonava l’Onorevole Bertolini.

Le stuole di mamme che hanno seguito con ansia Porta a Porta dove si scomodavano psichiatri e criminologi per parlare di internet esca per ragazzine indifese possono stare tranquille: su internet c’è in media la stessa percentuale di potenziali stupratori che c’è per strada e molta meno di quanta ci sia in una sacrestia. E quello che oggi è l’urlato pericolo di facebook o di netlog, ieri era per il metal, o per i manga, o per i giochi di ruolo, o per world of warcraft.

Insomma invece era lo zio. Non c’è entrato di mezzo nemmeno un rumeno così anche solo per riempire di pepe una Domenica In o per far tuonare Storace in qualche salotto rispetto al prelievo preventivo delle impronte o la marchiazione nelle chiappe di chi arriva da est.

Sarah ragazza mia, ti sei fatta violentare ed uccidere semplicemente da tuo zio. Potevi arrivare a far scatenare il finomondo con quella faccetta bionda e quel sorriso che inteneriva tutte le anziane della penisola: proposte di legge per la chiusura di internet ai minori di 18 anni non accompagnati da un genitore, istituzione di un “poliziotto di chat” incaricato di tampinare adescatori di adolescenti. Se poi era un marocchino ed un rumeno che occasione: responsabilità collettive, avevano già pronti analisti disposti a giurare che la varietà africana era pià incline allo stupro perchè il sangue arriva più velocemente al pisello, se c’era di mezzo lo zingaro era forse anche la volta buona che facevamo come in Francia: seicento euro, un biglietto di aereo e via dai coglioni gitani stupratori.

Invece era lo zio. E chi ha voglia adesso Sarah di andare a mettere gli occhi sull’istituto sacro della famiglia? Lo capisci Sarah, ci fanno le campagne elettorali con le famiglie. Dire che il marcio più marcio e la violenza efferata può nascere nel focolare domestico non si può fare. Non si può investire in consultori, in politiche di ascolto, di protezione di giovani e donne. Dobbiamo cacciare i rom cavolo, dobbiamo mettere la mordacchia alla rete. Pensa che occasione persa biondina, e questo solo per colpa tua. La prossima volta pensaci..

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