I verdi portano sfiga?

Una volta votare Verdi era un esercizio relativamente semplice e rassicurante. Sempre in coalizioni di centrosinistra, non troppo radicali, e data la loro inconsistenza specialmente sul territorio nemmeno così eccessivamente ammanicati nel sistema delle amministrazioni pubbliche da farti schifo come giustamente potevano far schifo i DS e la Margherita. Negli anni si sono spostati da posizioni di riformismo centrista fino a verso la sinistra di alternativa ma la sostanza rimaneva la stessa. Alle politiche poi eri in una botte di ferro: se vinceva il centrosinistra si prendevano il ministero dell’ambiente e supponevi che fossero la migliore guida possibile per quel dicastero, se vinceva il centrodestra portavano avanti in parlamento battaglie trasversali sull’ambiente che, casualmente, potevano anche riscuotere un certo consenso.

Nella politica però c’è una compomente irrazionale, quasi esoterica, che, con tutti gli sforzi possibili Ilvo Diamanti non può cogliere: per i Verdi c’è oramai la certezza che portano sfiga.

Se si analizza infatti la storia elettorale dell’ultmo decennio il partito dei Verdi che placidamente navigava attorno al suo tranquillo 2% nazionale, per i paletti delle varie leggi elettorali è stato più volte costretto ad entrare in cartelli elettorali che si sono tutti contraddistinti per esiti disastrosi.

Iniziamo dal Girasole per le politiche del 2001. La sua costituzione che doveva comprendere tutta la galassia dei micropartiti del centrosinistra fa quasi affondare la leadership di Rutelli. Dopo violente scosse il progetti passa come cartello di Verdi e SDI: il risultato elettorale è redicolo e la quota proporzionale della camera è lontana come la costa della Corsica dall’Isola d’Elba

Ci si prova poi con il famoso triciclo di Prodi “Insieme per l’Unione” listone con miliardi di partitini all’interno che ottiene alle politiche del 2006 poco più del 4% e che si distrugge al primo alito di vento mettendo in crisi sia i Verdi, sia i poveri Comunisti Italiani probabilmente contagiati dal contatto con l’immensa sfiga emessa dal movimento di Pecoraro Scanio,

Il resto è storia recente:nel 2008  la Sinistra – L’arcobaleno nasce con i Verdi che letigano per un mese per il trattino fra sinistra ed arcobaleno, è mitizzata sopra il 10%, prende poco più del 3% fa una figura penosa, facendo uscire la sinistra in toto dal Parlamento italiano.

I “comunisti comunisti comunisti più comunisti degli altri comunisti che dicono di essere comunisti ma non sono comunisti” escono dal contenitore multicolor dell’arcobaleno e la coalizione ci riprova alle europee con  del 2009 con Sinistra e Libertà ma la maledizione verde si ripresenta: 3,13 mancano 300.000 voti circa per entrare nel parlamento europeo.

Il presente: al congresso la mozione autonomista vince sulla mozione sinistrorsa ed il nuovo segretario Angelo Bonelli si deve incatenare davanti al parlamento o vestirsi con pellicce di lontra per avere 25 secondi nel telegiornali locali.

Una storia parecchio triste..

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