Un post che arriva dopo un esaurimento nervoso

< che poi sarebbe un dialogo di Storia natuarale dei giganti di Ermanno Cavazzoni, che però mi sono pensato a dirlo nel giardino di casa mia >

Cos’ hai, ha detto lei? Che cosa ho?

l’intero universo sta scappando, amica mia, a una velocità vertiginosa, cioè si sta diradando..

le galassie sempre più lontane l’una dall’altra, sì, le galassie, che sono vortici di polvere, anzi sono vortici di scintille, qualcuna che brilla al massimo, altre già spente, cenere, vortici di scintille e di cenere che si allontanano, girando, come le trottole.

E attorno a una scintilla, su un granello di cenere tiepida che ruota e che finirà dispersa, prima o poi, o inghiottita dalla sua stella gigante rossa, su un punto di questo granello che un microscopio farebbe fatica a vedere, in un angolo di stanza dalle finestre socchiuse, in cui penetra un po’ della radiazione elettromagnetica della banda visibile..

ecco, lì dentro, c’è un agglomerato di molecole minimo, che sei tu, Marti sdraiata di pancia, che giri insieme al tutto universale, ed evaporerai, disperdendoti, come evaporerò io stesso, e Rocco, come evaporerà Giulia, che però se fosse già evaporata l’anno scorso, ad esempio, sarebbe meglio. O fosse stata risucchiata da qualche entità extraterrestre come tipico oggetto di studio, e poi messo nella condotta di scarico in quanto già usato e inservibile..

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