L’uomo vero e la donna brutta

Da liceale avevo un autista dell’autobus che era un po’ un maestro di vita: camicia blu aperta fino all’ombelico, bretelle, rayban sempre sul naso e tanti buoni consigli.Il più prezioso forse è stato quello in cui mi indirizzava verso la scelta di donne brutte per le mie prime avventure sessuali. Perchè, diceva il saggio manovratore di autobus, la bonazza si glorificherà nella sua bellezza che al momento dell’atto sessuale diventerà fine a se stessa, mentre la brutta, nel suo sentirsi incompleta sul piano estetico, tenterà di ricondurre tutto sul piano della pratica.

Come del resto basta andare su un qualsiasi aggregatore di video pornografici per vedere la varietà la ricchezza e l’apprezzamento degli utenti per categorie come Chubby, BBW, Fatty, Hairy: donne afroamericane grassissime che fanno sesso con gracili asiatiche o vagine pelosissime esposte al pubblico interesse. Categorie affascinanti per la loro carica di eversione, più che di perversione; viva quindi le star del grassoporno, eroine dell’anti -mainstream e vere e proprie rivoluzionarie dell’immagine.

Mi sono tornate in mente il mio autista del liceo e le più inguardabili scene di film porno di bassa lega quando la settina scorsa ho rintracciato in libreria, comprato e divorato già nel primo parcheggio Ciccia , edizione italiana edita da Comma 22 del fumettista ed artista tout court canadese Dave Cooper. La ciccia del titolo è la ciccia di Tina, la protagonista, che poi non sarebbe solo grassa, ma anche brutta a molteplici livelli: butterata, miope, antipatica, irritabile, aggressiva. Tina diventa l’oggetto di una ossessione, l’ossessione di Martin artista ancora da strada che cerca di farsi strada nel mondo dell’arte attraverso progetti di pittura erotica. Pittura erotica di soggetti brutti. Ciccia è la storia dell’ossessione di Martin nei confronti di Tina, del suo divorante desiderio per lei, del suo rendersi tossico e reietto per l’appagamento della sua perversione. Michele Serra su Linus ha scritto che Ciccia è come Ultimo Tango a Parigi, ma con attori brutti ed il gelato al posto del burro.

Nota negativa? Dave Cooper adesso è diventato famoso nel fenomeno post surrealism. Vende le sue tele popolate di figure femminili deformi, tondeggianti, brutte a decine di migliaia di dollari.. e preso dai guadagni dell’arte attaccata ai muri ha praticamente smesso di fare fumetti. Un sovversivo in meno.

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