Un Capezzone in ogni casa

<Mario e Lucia sono sposati da anni. Mario ha il vizietto dell’alcool e delle mercenarie dell’amore.  Questa volta l’ha combinata grossa: è tornato a casa in piena notte brillo ed accompagnato da Ludmilla procace zoccola croata bionda platino. Mario però ha un arma segreta.>

LUCIA:  <urlando> Dove cazzo sei stato? Sono le quattro del mattino e ti presenti urbiaco e mi porti anche a casa le tue troie. VERGOGNA. IO DIVORZIO,

<entra in casa Daniele Capezzone>

CAPEZZONE: Ancora una volta come era scontato, in un copione troppe volte già sentito, ci si lascia trasinare da facili isterismi, tanto cari al giustizialismo forcaiolo, aggredendo in modo rancoroso e virulento solo per coprire una penosa carenza di argomenti.

LUCIA: E questo chi cazzo è?

MARIO: E’ Daniele Capezzone

LUCIA: Ma non dovrebbe stare ben pagato da Berluscono a fare il portavoce..

MARIO: Si ma nel tempo libero fa anche piccoli lavoretti a domicilio per arrotondare. Sai la crisi. Prego onorevole <invita Capezzone a proseguire>

CAPEZZONE: Se vogliamo continuare a demonizzare questo uomo, se vogliamo continuare l’italico odioso costume di processare sommariamente una persone solo in base ad apparenze e rancori ideologici, obsoleti, facciamo pure. Ma ci metteremo perfettamente in linea con la magistratura comunista complici di un reato disgustoso contro il diritto e la libertà dei cittadini

MARIO: Giusto. Hic. <si china a vomitare in un vaso di begonie>

LUCIA:  Che cazzo c’entrano il diritto e la libertà dei cittadini. Questo porco vuole solo la libertà di trombare in giro. E pure in casa me le porta. Secondo lei, chi è quella là <indica Ludmilla>

<Capezzone resta immobile e tace>

LUCIA: Adesso che fa? Non risponde?

MARIO: E’ finita l’autonomia. Devo inserire altro denaro <infila una banconota nel taschino della giacca del portavoce>

CAPEZZONE: La signorina qua < indicando Ludmilla che si sta sistemando una calza a rete > è l’igienista dentale di suo marito, signora. Comprendo bene come le prefiche della sinistra vedano il male ovunque e che pertanto persone come lei, che senza nulla togliere non hanno sufficienti strumenti di giudizio ne vengano condizionate e plagiate al punto di travisare identità limpidissime.

LUDMILLA: <rivolta a Mario> se mi dai i novanta euri io andrei..

MARIO: Avevamo detto ottanta. 

LUDMILLA: Hai voluto i bacetto, a’ bello

MARIO: Hai ragione, tieni.

<Ludmilla esce dalla casa>

CAPEZZONE: Un bacio cosa è un bacio? Perchè vedere il male in ciò che tutti gli italiani farebbero se messi nella stessa condizione. Solo il moralismo <si inalbera> bacchettone dei devoti della Grande Chiesa Comunista può attribuire una valenza peccaminosa a comportamenti umanissimi e innocenti. Perchè si badi bene dal sospetto, dalla calunnia mirata dalla gogna mediatica è breve il passo verso lo stato di polizia che tutto vede, tutto sa tutto intercetta..

< Lucia sbadiglia>

CAPEZZONE: Aprirei se mi consente un excursus sull’argomento intercettazioni tanto caro ai diprietisti forcaioli. Stalinismo, puro stalinismo. Pesanti intrusioni antigarantiste nella vita dei cittadini. E fino a processo non avvenuto chiunque è un libero cittadino. <apre il blocco degli appunti> Toqueville diceva..

LUCIA: <rivolta a Mario> Senti questo mi ha rotto i coglioni, non ce la faccio più. Vai a puttane, fai quello che ti pare, ma mandalo via e torniamo a dormire. Buonanotte <si avvia verso la camera da letto>

MARIO: <parla a Capezzone> Ma lei è fantastico come fa?

CAPEZZONE: Prima fumo, molto fumo, una densa cortina che non lascia più vedere l’argomento, poi altissimo tasso di petulanza. L’avversario, con le palle piene, rinuncia a combattere per sfinimento, e domani è un altro giorno. 

MARIO: Grande

CAPEZZONE: Mica mi pagano per caso

MARIO: A proposito.. il conto?

CAPEZZONE: Sono duecento euro

MARIO: Avevamo detto cento.

CAPEZZONE: C’è il notturno

MARIO: Meretricio per meretricio..

Riadattato a pezzi e boccone dai fumetti di Stefano Disegni
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