Baaria

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Peppino è povero, ma molto intelligente. Non sopporta le ingiustizie e si iscrive al PCI. Si innamora di una ragazza, ma i genitori la vorrebbero far sposare ad uno più ricco. Guardando un film con Fred Astaire gli viene l’idea di chiudersi in casa sua e fare una “fuitina domestica”. I due si amano, si sposano e crescono mediamente felici facendo 5 figli, il tutto in mezzo alle vicende italiane nel dopoguerra. Alla fine del film Peppino si risveglia bambino e si mette a correre nella sua Bagaria che adesso è diventata una città caotica e trafficata.

 

Per carità Tornatore è un monumento nazionale. Come la reggia di Caserta, la cupola del Brunelleschi, la pizza e la torre di Pisa. Però le mattonate senza senso di due ore e mezza potrebbe anche tranquillamente risparmiarcele. 

Sì lo ammetto Baaria è un film di qualità: ottima la fotografia, regia magistrale straordinaria la musica. La cosa che manca totalmente è il soggetto: quello proposto è trito e ritrito e talmente privo di interesse che Malena a confronto sembra un film accattivante.

Quello che abbiamo visto in Baaria è esclusivamente uno straordinario esercizio di stile, un lungometraggio ambizioso che solo Tornatore, ormai all’apice del successo, può permettersi. Oltre però alla straordinaria ricostruzione del microcosmo umanissimo e tragicomico di Bagaria (per inciso, con il budget di Tornatore sarebbe riuscito forse anche a me) non c’è nulla, ma proprio nulla. I temi trattati del rapporto con i genitori, la morte, il lavoro, l’amore, la passione politica, la mafia, la corruzione sono trattati senza alcuna originalità in un affresco talmente perfetto che dopo un po’ inizia anche ad annoiare. Estremo realismo o banale carenza di idee?

Certo, poi il cineasta è capace di sopperire a questa pochezza con la potenza delle immagini, ma non sempre l’espediente basta, soprattutto nell’arco di due ore e mezzo di proiezione, e la superficialità bozzettistica con cui vengono tratteggiati alcuni passaggi storici lascia un deciso amaro in bocca.   

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One thought on “Baaria

  1. Forse il suo intento era soltanto quello di darci un breve abbozzo di tutto.. senza approfondire niente….si è un affresco..io da siciliana l ho sentito (tantissimo..)…

    un po’ lungo e ripetitivo per certi versi….ma tutto sommato BELLO

    criticone 😀

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