Guida ragionevole al frastuono più atroce

80bangs

dio benedica la Minimun Fax.

E’ una delle mie case editrici preferite,  e la migliore in assoluto per quanto riguarda la letteratura americana contemporanea e la critica e la saggistica musicale.
Una delle poche che in questi tempi grami per l’editoria si butta in imprese coraggiose.

Come per esempio quando nel 2005 si è presa la briga di curare Guida Ragionevole al Frastuono più Atroce, una delle migliori antologie esistenti delle recensioni di Leslei “Lester” Conway Bangs, critico e musicista rock, figlio del beat, ma tremendamente più geniale dei tutti i beat messi assieme. Come dice Wu Ming  nella prefazione  il più grande critico musicale di sempre, anche se gara non c’è mai stata.

Perchè impresa coraggiosa?
In primo luogo perchè la traduzione dell’opera di Bangs non è cosa semplice per nessuno. Soprattutto non è facile rendere nella traduzione italiana quel misto di critica musicale, critica politica, esperienze personali, Valium, alcool ed autoanalisi che Bangs mette in ogni sua opera.
In secondo luogo perchè, come ho già detto,  sono anni grami per il mercato editoriale e già è un richio pubblicare qualcosa che non sia l’ultimo libro di Vespa, l’ennesimo Harry Potter od Andrea De Carlo. Figuriamoci una curatissima antologia di un tizio che è morto a 33 anni e che ha fatto solo recensioni di dischi.
In terzo luogo perchè la produzione di Bangs è vastissima e disorganica che di più non si può immaginare. Lo stesso curatore del libro ammette di aver fatto una selezione del tutto personale e nemmeno prendendo in esame tutto il materiale ( ne risulta comunque a mio avviso una ottima selezione anche se non si capisce l’assenza della prima recensione di Lester su Rolling Stones in cui stronca senza pietà gli MC5)

Insomma ho comprato questo libro 3 anni fa e ne sono rimasto stregato. L’ho ripreso in mano qualche mese fa, nel momento in cui ho raggiunto la consapevolezza che la critica musicale oggigiorno fa abbastanza cacare (Rolling Stones fa vomitare e non c’è nient’altro all’orizzonte), e mi è sembrato geniale.

Mi piace Bangs e mi piace quello che scrive anche se, per influssi musicali od anche per semplice conoscenza, non conosco quasi una cippa del periodo musicale che Bangs ci recensisce (principalemente gli anni 70).
Non ci sono i Pink Floyd in questo libro, i Led Zeppelin compaiono solo preceduti e seguiti da tonnellate di offese. Ama i Velevet Underground ed analizza il suo rapporto di odio/amore con Lou Reed, ma ne trascura i classici e si concentra su quello che noi oggi abbiamo dimenticato. Altro che Just a perfect day.  Si innamora del punk ancora prima che il punk si autodefinisca come genere, odia Frank Zappa e prende per il culo alla morte Elton John e David Bowie.

Il metodo di scrittura di Lester è ipnotico. Come ho già detto prima è un misto di tutto quello che si vede attorno in funzione della recensione a quello od a quell’altro disco. Nella sua esperienza in Rolling Stones (brevissima) ed in Cream Lester scrive di getto vomitando sulla pagina quello che gli capita alle mente (come si teorizzava nel periodo beat) è nella sua esperienza successiva da Free Lancer nella East Coast che le cose diventano veramente interessanti. Vedi articoli più ragionati, meno oceanici, meno dispersivi, ma che riscono a conservare intatta tutta la straordinaria energia del Lester degli esordi.

Vale davvero la pena approfondire un po’ le proprie conoscenze di inglese ed gustarsi su internet qualche suo pezzo in lingua originale. Diventerete come me Lester – dipendenti.

e sopratutto.. chi glielo spiega agli americani che il loro più grande scrittore del dopoguerra non scriveva altro che recensioni di vinili?

A essere sinceri sono tanto alienato e schifato da chiedermi se davvero voglio fare qualcosa nei prossimi anni. Vedi, la questione è: sta diventando tutto come la rivista People. Tutta la radio, tutta la stampa, tutto quanto sta diventando così, anche l’industria editoriale. Ieri parlavo col mio agente e gli ho chiesto: “Pensi che di questo passo l’unica cosa vendibile sarà la biografia-marchetta di una celebrità?” e lui ha risposto: “Non lo so”. Capisci, io me ne sto qui e mi chiedo se, come scrittore, non sarebbe meglio lasciar perdere tutta questa roba. Non mi metto certo a fare sviolinate strappalacrime, perché, come ho detto prima, so che mi è andata bene, non devo alzarmi la mattina e andare a lavorare in fabbrica dalle nove alle cinque o qualcosa del genere. E ho delle entrature, e tante altre cose, quindi non dovrei fare pena a nessuno. Ma allo stesso tempo, tutti quelli che conosco sono completamente alienati, scoglionati, nauseati da tutto, e so che gran parte di quelli che lavorano nei media e ci propinano questa roba sono alienati come lo è il pubblico. Il pubblico compra solo perché non gli viene offerto qualcos’altro. E, personalmente, mi chiedo quando la gente comincerà a dire “No! Mi rifiuto, non ne voglio più!” (Lester Bangs, intervista a News Blimp, 1980)

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3 thoughts on “Guida ragionevole al frastuono più atroce

  1. Howdy! This article could not be written any better! Looking at this post reminds me of my previous roommate! He constantly kept preaching about this. I’ll send this information to him. Fairly certain he’s going to have a good read. Thanks for sharing! ffbkebfbdadc

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